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Acque e terre di Lombardia

Mostra della Biblioteca Nazionale Braidense a cura del Servizio archivio e beni culturali dell’A.S.P. Golgi-Redaelli inserita nel progetto Dalla terra alla tavola, vita in cucina con il patrocinio del Comitato Scientifico Expo 2015. Inaugurazione: 29 settembre ore 18.00 Durata: 30 settembre - 29 ottobre 2015 Da lunedì a sabato ore 9.30 - 13.30 Domenica chiuso.

29/09/2015 ►

Il trancio di pizza milanese. Tra sapori, incontri e ricordi

Presentazione del volume Il trancio di pizza milanese. Tra sapori, incontri e ricordi, pubblicato da Rizzoli e scritto da Roberta Schira per celebrare la leggendaria pizza.

20/05/2015 ►

Il cibo negli ex libris

La mostra è ideata e realizzata dalla Biblioteca Nazionale Braidense in collaborazione con Gianfranco Schialvino, con la partecipazione di Lions Clubs International Distretto 108 Ia1, Vecchiantico AB Collezionismo La mostra concorso è patrocinata dall’Associazione Nazionale di Exlibristi e dal Comitato Scientifico EXPO 2015.

20/04/2015 ►

Da Londra 1851 a Milano 2015

Industria cultura ambiente nella storia delle expo internazionali

Agnese Visconti

Diciamo, in via preliminare, che le expo sono nella storia una novità che ha inizio nel
1851 e che continua ancor oggi. Le expo infatti si distinguono dalle fiere che si
svolgevano fin dai tempi dei romani e che erano perlopiù fenomeni locali. E si
distinguono anche dalle manifestazioni con carattere cosmopolita che iniziarono a
svolgersi nel Settecento e che avevano lo scopo di mostrare, di far conoscere. Mentre le
expo ebbero fin da subito lo scopo di far progredire: inizialmente si trattò dell’idea di far
progredire l’industria e le manifatture (Londra, 1851), e in seguito dell’idea di far
progredire anche altre questioni: il lavoro, il benessere, la cultura, fino ai grandi tempi
ambientali che caratterizzano varie expo a partire dagli anni Settanta del Novecento
(Spokane, 1974; Okinawa, 1975; Lisbona, 1998), tra cui le ultime (Hannover, 2000;
Aichi, 2005; Shangai, 2010). Possiamo dire pertanto che esse non furono solo vetrine del
progresso, ma luoghi dove venivano mostrati e affrontati, e da un certo punto in poi
dibattuti temi importanti che in parte rispecchiavano il mondo in cui si svolgevano, in
parte lo anticipavano, in parte si trovavano invece a non comprenderlo. Un esempio di
temi non industriali che conquistarono la ribalta fin da subito furono il tema del lavoro e
della salute (Parigi, 1867); poi il tema del centenario della Dichiarazione di indipendenza
americana (Philadelphia, 1876) quindi fu la volta della costruzione del Canale di Panama
e della ricostruzione di San Francisco dopo il terremoto del 1906 (San Francisco 1915).
E molto presto, già a Vienna nel 1873, vennero inclusi i divertimenti e in seguito oggetti
non industriali.
Ancora possiamo dire, scorrendo la lista delle expo, che inizialmente si trattò di un fatto
europeo, poi nel secolo scorso, molte sono le expo negli Stati Uniti, e infine dopo la
Seconda Guerra Mondiale il ventaglio si allarga all’Oriente.
Aggiungo che vi furono alcune costanti: i ritardi, il problema dell’ordine pubblico, la
paura di sommosse e di disordini; gli incendi (Chicago, 1893; Milano, 1906; Bruxelles,
1910) soprattutto per quanto riguarda la costruzione delle strutture temporanee.
Riguardo a queste ultime va tenuto presente che esse iniziarono a comparire già nel
Medioevo, e in forma più puntuale dal Barocco fino ai nostri giorni. L’effimero è
riscontrabile nei carri allegorici carnevaleschi, nelle celebrazioni delle feste, nei matrimoni
reali, nei funerali dei papi. È un elemento comunicativo efficace e persuasivo.
Realizzazioni effimere si accompagnano al potere: archi, passaggi, drappi, panneggi, ecc.

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