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Acque e terre di Lombardia

Mostra della Biblioteca Nazionale Braidense a cura del Servizio archivio e beni culturali dell’A.S.P. Golgi-Redaelli inserita nel progetto Dalla terra alla tavola, vita in cucina con il patrocinio del Comitato Scientifico Expo 2015. Inaugurazione: 29 settembre ore 18.00 Durata: 30 settembre - 29 ottobre 2015 Da lunedì a sabato ore 9.30 - 13.30 Domenica chiuso.

29/09/2015 ►

Il trancio di pizza milanese. Tra sapori, incontri e ricordi

Presentazione del volume Il trancio di pizza milanese. Tra sapori, incontri e ricordi, pubblicato da Rizzoli e scritto da Roberta Schira per celebrare la leggendaria pizza.

20/05/2015 ►

Il cibo negli ex libris

La mostra è ideata e realizzata dalla Biblioteca Nazionale Braidense in collaborazione con Gianfranco Schialvino, con la partecipazione di Lions Clubs International Distretto 108 Ia1, Vecchiantico AB Collezionismo La mostra concorso è patrocinata dall’Associazione Nazionale di Exlibristi e dal Comitato Scientifico EXPO 2015.

20/04/2015 ►

Il cibo e la Grande Guerra

di Mirella Mingardo

«Se avete fame guardate lontano, se avete sete la tazza alla mano, […] che ci rinfresca la neve ci sarà», così recitano alcuni versi di una delle più famose canzoni della Prima guerra mondiale, Monte Canino, che rievoca la chiamata alle armi e descrive le estreme condizioni della vita in trincea e la fame patita, nell’estenuante guerra di posizione. Cibo e guerra 1
Le privazioni e la fame non furono riservate solo alle truppe mandate a combattere: l'alimentazione durante la Grande Guerra fu un problema rilevante anche per la popolazione civile. A esacerbare la situazione, nell’inverno 1916-1917, contribuì il blocco sottomarino tedesco che ostacolò il traffico navale alleato. Burro, zucchero e petrolio cominciarono a scarseggiare e i residenti nelle zone di guerra ne pagarono le conseguenze con un aumento della mortalità. Inoltre, dopo la disfatta di Caporetto, nei territori del Friuli e del Veneto orientale, gli abitanti dovettero sopportare le razzie di un esercito di occupazione affamato.
Tra il giugno del 1915 e il settembre del 1917 si combatterono lungo il fronte dell’Isonzo ben 11 battaglie: nell’alto e medio Isonzo e nel Carso. Dopo un breve addestramento e con un equipaggiamento insufficiente, i soldati venivano inviati nei territori di guerra a sacrificare, offensiva dopo offensiva, le loro giovani vite nei ripetuti assalti alle linee nemiche, ben protette dai reticolati e dal fuoco delle mitragliatrici.
Di fronte alle difficoltà quotidiane, ai sacrifici richiesti e agli scontri frontali che lasciavano sul terreno i compagni, l’inevitabile e umana protesta dei soldati, non era permessa né accettata: ai combattenti si chiedeva obbedienza e disciplina, senza dar ragione dei motivi che avevano condotto l’Italia all’intervento. I segni di stanchezza o irrequietezza venivano puniti secondo il codice militare che prevedeva la fucilazione.
Dopo i primi combattimenti, avvenuti in campo aperto, il conflitto si trasformò in guerra di posizione e di logoramento, guerra di trincea. Nelle aree impervie del fronte, nelle zone di montagna e nelle alte quote i militi ebbero come nemico non solo l’esercito austro-ungarico, ma anche le dure condizioni ambientali: freddo, neve, ghiaccio, tormenta e lontananza dai rifornimenti.

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