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Acque e terre di Lombardia

Mostra della Biblioteca Nazionale Braidense a cura del Servizio archivio e beni culturali dell’A.S.P. Golgi-Redaelli inserita nel progetto Dalla terra alla tavola, vita in cucina con il patrocinio del Comitato Scientifico Expo 2015. Inaugurazione: 29 settembre ore 18.00 Durata: 30 settembre - 29 ottobre 2015 Da lunedì a sabato ore 9.30 - 13.30 Domenica chiuso.

29/09/2015 ►

Il trancio di pizza milanese. Tra sapori, incontri e ricordi

Presentazione del volume Il trancio di pizza milanese. Tra sapori, incontri e ricordi, pubblicato da Rizzoli e scritto da Roberta Schira per celebrare la leggendaria pizza.

20/05/2015 ►

Il cibo negli ex libris

La mostra è ideata e realizzata dalla Biblioteca Nazionale Braidense in collaborazione con Gianfranco Schialvino, con la partecipazione di Lions Clubs International Distretto 108 Ia1, Vecchiantico AB Collezionismo La mostra concorso è patrocinata dall’Associazione Nazionale di Exlibristi e dal Comitato Scientifico EXPO 2015.

20/04/2015 ►

Corpi cinematografici e cultura gastronomica: Sophia Loren vs. Tilda Swinton

di Cristina Bragaglia

L'oro di Napoli

Il cinema può esprimere tutto attraverso le scene dedicate al cibo e all’atto di cibarsi : la psicologia dei personaggi, il loro rango sociale, i loro rapporti con i sentimenti, le emozioni, i desideri… E non ultimo i loro legami con il corpo. Per questo le «sequenze di gola» sono così importanti nel racconto filmico, divenendo diretta espressione della società e del tempo, rivelatori efficacissimi (grazie al piacere della visione) di gusti, atmosfere, bisogni e attitudini culturali, sociali e antropologici.

Facendo riferimento a due soli film italiani e a due personaggi femminili, possiamo a esempio cogliere il divario che separa gli anni ‘50 dai 2000. Nell’Oro di Napoli  del 1954, Sophia Loren è protagonista dell’episodio Pizze a credito. Diretta da Vittorio De Sica, veste i panni di una procace pizzaiola, che vende i suoi prodotti in un povero basso dei quartieri spagnoli. Nel personaggio e nella sua messa in scena il cibo è associato all’erotismo, grazie anche alla trasformazione nostrana del modello hollywoodiano della pin-up. Sofia è sposata, ha un amante e lavora energicamente la pasta delle pizze, con gesti che mettono in evidenza la sensualità del suo corpo ricco di curve, un richiamo implicito alla prosperità che il paese stava conquistando dopo la fame della guerra e del dopoguerra.

Io sono l'amore - Locandina

Se mettiamo a confronto l’episodio (tratto dalle pagine vivaci e autentiche di Giuseppe Marotta) con Io sono l’amore, realizzato nel 2009 da Luca Guadagnino, constateremo quanto sia cambiato in Italia il rapporto con il cibo: non più la pizza, cibo tradizionale, poveramente preparato nei recessi di un vicolo, ma i piatti sofisticati di uno chef (supervisionati da Carlo Cracco), approntati quale segno d’amore per la protagonista del film, appartenente all’alta borghesia milanese e incarnata dall’inglese Tilda Swinton. Si deve e si può dimenticare il corpo delle pin-up anni ‘50 : l’androgina silhouette dell’attrice rappresenta la nuova frontiera del moderno amore emozionale per il cibo, che sceglie la qualità raffinata e sofisticata, capovolgendo gli stereotipi della messa in scena dei personaggi gourmand (o forse semplicemente ingordi).

Il film è il frutto di un cambiamento epocale nella cultura gastronomica del paese: un’élite colta ne sta diffondendo il verbo, modificando così anche l’iconologia della gola e le rappresentazioni dei piaceri della carne. Forse è giunto il tempo di fare piazza pulita di una tradizione esausta e ormai definitivamente superata, ma che nonostante tutto resiste.

L'oro di Napoli - Foto 1L'oro di Napoli - Foto 2L'oro di Napoli - Foto 3L'oro di Napoli - Foto 4L'oro di Napoli - Foto 5L'oro di Napoli - Foto 6Io sono l'amore - Foto 1Io sono l'amore - Foto 2Io sono l'amore - Foto 3Io sono l'amore - Foto 4Io sono l'amore - Foto 5Io sono l'amore - Foto 6